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I punti di interesse

I Comuni della Sardegna si trasformano in affascinanti punti di interesse, offrendo una ricca biodiversità, allevatori appassionati, cammini immersi nella natura e esperienze uniche per i visitatori.

15 Punti di interesse
Tipologia:
Punto di interesse

Alghero

Alghero, quinta città della Sardegna per popolazione con circa 44 mila abitanti, è una delle principali porte d’accesso all’isola grazie all’aeroporto di Fertilia. Affacciata su un mare dai colori intensi, conquista con il suo centro storico cinto da bastioni, i tetti rossi e le passeggiate panoramiche sul mare. Il litorale, lungo circa 90 km e noto come Riviera del Corallo, ospita la più importante colonia di corallo pregiato del Mediterraneo e splendide spiagge come Le Bombarde, il Lazzaretto, Mugoni, il Lido di San Giovanni e le dune di Maria Pia. Gran parte della costa rientra nell’area marina protetta di Capo Caccia – Isola Piana, dove si trova la celebre Grotta di Nettuno.

Il territorio è arricchito dal Parco di Porto Conte, oasi di macchia mediterranea, boschi e lagune, e da numerose testimonianze archeologiche come domus de Janas, necropoli e nuraghi. Il centro storico conserva una forte impronta catalana, visibile nelle mura e negli edifici religiosi, tra cui la cattedrale di Santa Maria e le chiese di San Michele e del Carmelo. La città è anche un vivace polo culturale, con la Casa Manno, il Museo del Corallo e tradizioni molto sentite come il Capodanno catalano e i riti della Settimana Santa.

Ad Alghero sono presenti importanti custodi della biodiversità agricola e zootecnica locale: Murineddu Angelo, custode del suino sardo, e Carboni Monica, che preserva diverse varietà tradizionali come il Mandorlo arrubia, il Melo appiu, il Fagiolo Faita Brent’e monza, il Mandorlo Cossu, la Pera Camusina di Sassari, il Mandorlo Niedda, la Pompìa e la Cipolla Seba Mitja Vermella, contribuendo alla tutela di un prezioso patrimonio identitario del territorio.

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Punto di interesse

Arbus

Arbus è un territorio dal nome di etimologia incerta, che potrebbe derivare dal latino *albus*, in riferimento al colore chiaro delle rocce montane, da *arburis* per l’antica ricchezza di alberi, oppure da *arabus*, legato alle invasioni barbariche delle sue coste. Più certa e profondamente radicata è invece la sua tradizione artigiana, in particolare la lavorazione dei coltelli a lama ricurva, le *is arresoias arburesas*, simbolo di abilità manuale e identità locale.

Il comune di Arbus possiede uno dei territori più estesi d’Italia, secondo in Sardegna solo a Sassari, e occupa una vasta area del centro-sud-ovest dell’isola. Il suo litorale si sviluppa per circa 47 chilometri ed è tra i più suggestivi della Sardegna, con un alternarsi di ampie spiagge di sabbia dorata, alte dune modellate dal vento e scogliere che si affacciano su un mare cristallino.

Questa fascia costiera è conosciuta come Costa Verde, un paesaggio selvaggio e incontaminato dove alcune delle dune più alte d’Europa scendono verso acque dalle intense tonalità di azzurro e verde smeraldo. Alle spalle del mare, la vegetazione mediterranea, plasmata dal maestrale, dà forma a scenari unici, con ginepri secolari piegati fino al suolo.

Arbus è una meta scelta da chi ama luoghi autentici e non convenzionali, lontani dal turismo di massa, dove l’accoglienza è semplice e genuina, profondamente legata allo stile di vita sardo e al contatto diretto con la natura. In questo contesto riveste un ruolo fondamentale la presenza dei custodi delle biodiversità locali: Atzeni Pietro, che tutela la vacca sardo-modicana, la capra sarda e la pecora nera di Arbus; Schirru Monica e Schirru Roberto, custodi della vacca sardo-modicana; Casti Sebastiano per l’asino sardo; Lampis Mauro e Sandro, Saba Monica, Isu Paolo e Dessì Ignazio impegnati nella salvaguardia della pecora nera di Arbus, con Saba Monica attiva anche per la capra sarda; e Pala Gabriella, custode della capra sarda. Grazie al loro impegno, un patrimonio zootecnico di grande valore continua a vivere e a raccontare l’identità profonda di questo territorio.

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Tipologia:
Punto di interesse

Arzachena

Arzachena è una cittadina della Gallura situata a circa 25 chilometri da Olbia, caratterizzata da un territorio ampio e variegato che alterna spiagge di rara bellezza, colline ricoperte di vigneti, paesaggi granitici di grande fascino e importanti testimonianze archeologiche. Conta circa 14 mila residenti nei mesi invernali, ma dispone di un numero analogo di posti letto, a conferma di una forte vocazione turistica e di una crescita costante dal punto di vista demografico ed economico.

Il nome di Arzachena è strettamente legato alla Costa Smeralda, simbolo del turismo d’élite nato negli anni Sessanta del Novecento e noto a livello internazionale. Accanto al turismo di lusso, l’economia locale si fonda anche sulla nautica, sull’estrazione del granito – elemento distintivo dell’architettura del centro storico – e su una solida tradizione vitivinicola, in particolare con la produzione del Vermentino di Gallura.

Dal piccolo nucleo sorto intorno alla chiesa di Santa Maria fino al XVII secolo, il centro urbano si è evoluto in un armonioso insieme di piazze, facciate in granito rosa e pietra chianca, scorci fioriti e spazi verdi animati da botteghe artigiane, boutique e locali. Il territorio comunale comprende inoltre gli storici stazzi galluresi, oggi spesso riconvertiti in agriturismi e b&b, e numerose frazioni come Abbiadori, Baja Sardinia, Cannigione, Poltu Quatu e Porto Cervo.

In questo contesto ricco e dinamico riveste un ruolo fondamentale la tutela delle biodiversità locali. Ad Arzachena operano diversi custodi che preservano razze animali e varietà agricole tradizionali: Filippeddu Santino, custode del mandorlo Arrubia e Cossu, della vacca sardo-modicana, dell’asino sardo e del suino sardo; Piasotti Luca, impegnato nella salvaguardia della vacca sardo-modicana e della vacca sardo-bruna; Marchetti Caterina, custode dell’asino sardo e dell’asino dell’Asinara; Abeltino Pasqua, che tutela il cavallino della Giara e l’asino sardo; e Pusceddu Fabiola, custode del suino sardo. Grazie al loro impegno, un patrimonio di grande valore identitario continua a essere tramandato e valorizzato nel territorio di Arzachena.

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Punto di interesse

Assemini

Assemini è un comune ricco di fascino, situato a soli 12 chilometri da Cagliari, immerso nella fertile pianura attraversata dai fiumi Cixerri, Flumini Mannu e Sa Nuxedda. Con circa 25.500 abitanti, rappresenta un equilibrio armonioso tra storia, natura e artigianato, offrendo al visitatore un contesto autentico e accogliente.

Il centro storico custodisce preziose testimonianze di architettura tradizionale, come le case campidanesi in *ladiri*, realizzate con mattoni di argilla e paglia essiccati al sole, e le piazzette che raccontano secoli di vita comunitaria. Tra gli edifici religiosi spiccano la chiesa di San Giovanni Battista, di origine bizantina e a pianta a croce greca, e la parrocchiale di San Pietro, ricostruita nel XVI secolo in stile gotico-catalano. Passeggiare per le vie del paese significa entrare in contatto con una storia viva, profondamente radicata nelle tradizioni locali.

Assemini è celebre in tutta la Sardegna per la sua antica tradizione ceramica, nata in epoca cartaginese e ancora oggi portata avanti da numerosi laboratori e botteghe artigiane. Questa arte rappresenta uno dei simboli identitari del paese, espressione di creatività, manualità e continuità culturale.

Accanto al patrimonio storico e artistico, il territorio offre importanti ambienti naturali, come la laguna di Santa Gilla, rifugio di fenicotteri e altre specie avifaunistiche, e il Parco Naturale Regionale di Gutturu Mannu, con boschi e percorsi immersi nel verde. In questo contesto di forte legame con la terra assume grande valore anche la tutela delle biodiversità agricole locali. Ad Assemini opera Deidda Maria Carmela, custode della pera camusina di Vallermosa e del fico Figu Niedda de Chia, varietà tradizionali che rappresentano un patrimonio agricolo prezioso e contribuiscono a mantenere viva l’identità rurale del territorio.

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Punto di interesse

Bonorva

Bonorva è un borgo affascinante situato nel cuore del Logudoro, nell’entroterra nord-occidentale della Sardegna, a circa 50 chilometri da Sassari. Il nome, probabilmente derivato dal latino *Bonus Orbis*, ovvero “buona terra”, richiama il profondo legame di questo territorio con la natura e la fertilità dell’altopiano di Campeda, da secoli vocato all’agricoltura e alla pastorizia.

Il paese conserva testimonianze straordinarie di un passato che affonda le radici nella preistoria, come la necropoli di Sant’Andrea Priu, uno dei complessi funerari più importanti dell’isola e del Mediterraneo, con le sue domus de janas scavate nella roccia oltre 5.000 anni fa. Il centro storico, con i suoi vicoli e scorci panoramici, è dominato dalla chiesa della Natività di Maria, edificata tra il XVI e il XVII secolo, che custodisce altari e opere di grande valore artistico.

Bonorva è anche un luogo dove le tradizioni artigiane restano vive, in particolare l’arte tessile realizzata su telaio orizzontale, da cui nascono tappeti e arazzi che raccontano l’identità culturale del territorio. Intorno al borgo si estende un paesaggio autentico fatto di altopiani, nuraghi, antichi affioramenti rocciosi e percorsi immersi nella natura, ideali per escursioni e momenti di quiete.

In questo contesto di profondo rapporto tra uomo e ambiente, assume grande importanza la tutela delle biodiversità locali. A Bonorva operano custodi impegnati nella salvaguardia di preziose razze tradizionali: Deriu Francesco, custode della vacca sardo-bruna, e Cossu Maria Antonietta, custode del suino sardo. Grazie al loro lavoro e alla loro dedizione, un patrimonio zootecnico di grande valore continua a essere preservato, contribuendo a mantenere viva l’identità rurale e culturale del territorio.

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Punto di interesse

Cabras

Cabras è un affascinante comune della Sardegna centro-occidentale, affacciato sulla penisola del Sinis e sullo stagno omonimo, a pochi chilometri da Oristano. Il suo territorio è un equilibrio armonioso tra mare, zone umide, dune sabbiose e una storia millenaria che rende questa località una meta ideale per chi desidera scoprire una Sardegna autentica.

Il paesaggio è fortemente caratterizzato dallo Stagno di Cabras, una delle aree umide più estese e suggestive dell’isola, habitat naturale di fenicotteri rosa, aironi e numerose specie di uccelli. Questo ambiente, insieme alle dune costiere e alla macchia mediterranea, offre scenari perfetti per il birdwatching e per passeggiate immersi nella natura. A breve distanza dal centro si trovano alcune delle spiagge più iconiche della Sardegna, come Is Arutas, famosa per la sua sabbia di quarzo dai riflessi colorati, e Mari Ermi e Maimoni, dove il mare cristallino incontra un litorale ancora selvaggio.

Cabras è anche un importante crocevia storico e culturale. Poco distante si estendono i resti dell’antica città di Tharros, fondata dai Fenici e poi fiorita in epoca romana, mentre nel centro abitato il Museo Civico “Giovanni Marongiu” conserva reperti che raccontano la lunga storia del Sinis, incluse le celebri statue nuragiche dei Giganti di Mont’e Prama. La tradizione gastronomica, fortemente legata al mare, trova nella bottarga di muggine il suo prodotto simbolo, protagonista di sagre ed eventi che animano la vita del paese.

In questo contesto di profondo legame con il territorio assume un ruolo fondamentale la tutela delle biodiversità agricole. A Cabras opera Lepori Enrico, Agricoltore Custode del Carciofo Spinoso di Sardegna, che preserva i cloni Agris 1, Agris 2 e Agris 3. Grazie al suo impegno, una varietà identitaria e preziosa della tradizione agricola sarda continua a essere coltivata e valorizzata, contribuendo alla salvaguardia del patrimonio rurale e culturale del territorio.

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Punto di interesse

Calasetta

Calasetta è un pittoresco borgo dell’isola di Sant’Antioco, sulla costa sud-occidentale della Sardegna, affacciato su un mare turchese e luminoso. Con poco più di 2.500 abitanti, conserva un’atmosfera intima e autentica, fatta di case dai colori vivaci, stradine acciottolate e un ritmo di vita lento e profondamente legato al mare.

La storia del paese è indissolubilmente legata alla comunità tabarkina, giunta qui nel XVIII secolo dall’isola tunisina di Tabarca. Questa origine ha lasciato un’impronta evidente nella lingua, nelle tradizioni, nell’architettura e nella cultura locale. Il centro storico, con le sue abitazioni basse dai tetti rossi, le facciate chiare o pastello e i dettagli di influenza ligure, racconta ancora oggi questa eredità mediterranea.

Il territorio di Calasetta è impreziosito da spiagge di grande fascino come Sotto Torre e Le Saline, caratterizzate da sabbia dorata, acque cristalline e tratti di costa rocciosa che si alternano a piccole insenature. Le dune e i fondali ricchi di vita marina rendono l’area ideale per escursioni, snorkeling e immersioni. Il porto rappresenta il cuore pulsante della vita sociale del borgo, luogo di incontro, eventi e manifestazioni che rafforzano il senso di comunità.

Accanto al patrimonio naturale e culturale, Calasetta custodisce anche importanti tradizioni agricole legate alla terra. In particolare, assume un valore significativo la tutela della biodiversità locale. A Calasetta operano due custodi impegnati nella salvaguardia della lenticchia nera di Calasetta, varietà agricola identitaria e preziosa: Ricci Michele e Aresti Marianna. Grazie al loro impegno, questa coltura tradizionale continua a essere preservata e valorizzata, contribuendo a mantenere viva la memoria agricola e l’identità del territorio.

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Punto di interesse

Carloforte

Carloforte è un affascinante borgo sull’isola di San Pietro, nel sud‑ovest della Sardegna, a circa 60 km da Carbonia. Con circa 6.000 abitanti, il paese è celebre per le sue case color pastello, le stradine lastricate e l’atmosfera vivace che fonde tradizione marinara e cultura ligure, tramandata dai coloni tabarchini giunti da Tabarca nel XVII secolo.

Il centro storico è un intreccio di vicoli che si affacciano sul porto, cuore pulsante della vita cittadina, dove ogni giorno i pescatori attraccano con le loro imbarcazioni e i ristoranti propongono specialità locali a base di tonno, molluschi e altri prodotti del mare. Le facciate colorate, i balconi fioriti e i cortili interni raccontano la storia di una comunità orgogliosa delle proprie radici mediterranee.

Carloforte vanta una forte tradizione gastronomica, con particolare attenzione alla lavorazione del tonno e alla preparazione di dolci tipici come la “cucuruzza” e i biscotti tabarchini. Il Festival del Tonno, che si svolge ogni anno, attira visitatori da tutta l’isola e dall’estero, celebrando il legame profondo tra la comunità e il mare.

Le spiagge circostanti, come La Bobba e Guidi, offrono sabbia dorata e acque cristalline, mentre sentieri panoramici e percorsi naturalistici permettono di scoprire scogliere a picco sul mare, calette nascoste e la macchia mediterranea che ricopre le colline interne. Carloforte è dunque un vero paradiso per chi ama vela, snorkeling e trekking.

In questo contesto di grande valore naturale e culturale, assume un ruolo fondamentale la tutela della biodiversità agricola. A Carloforte opera Di Pasqua Erica, Agricoltore Custode di Facussa (*Cucumis melo L.*), una varietà tradizionale di melone locale. Grazie al suo impegno, questa coltura autoctona continua a essere preservata e valorizzata, contribuendo a mantenere viva l’identità agricola e culturale dell’isola e a trasmettere alle future generazioni un patrimonio rurale unico e prezioso.

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Castelsardo

Castelsardo è uno dei borghi più affascinanti della Sardegna, arroccato su un promontorio che domina il Golfo dell’Asinara, nel nord dell’isola. Fondato nel XIII secolo dalla famiglia genovese dei Doria, il paese conserva intatto il fascino di una cittadella medievale affacciata sul mare, dove storia, panorami spettacolari e tradizioni secolari si intrecciano armoniosamente.

Il centro storico si sviluppa attorno al Castello dei Doria, imponente fortezza che ancora oggi sovrasta l’abitato e ospita il Museo dell’Intreccio Mediterraneo. Da qui si snoda un dedalo di vicoli acciottolati, scalinate e archi che conducono a piazzette panoramiche, botteghe artigiane e antiche case in pietra, offrendo scorci suggestivi sul mare e sulla costa.

Castelsardo è rinomata per la sua tradizione artigiana, in particolare per l’antica arte dell’intreccio dei cestini in palma nana, tramandata di generazione in generazione e divenuta uno dei simboli identitari del borgo. Di grande rilievo è anche il patrimonio religioso, rappresentato dalla Cattedrale di Sant’Antonio Abate, con il suo caratteristico campanile a cupola maiolicata che domina il profilo del paese.

Il territorio circostante offre spiagge e calette suggestive come Lu Bagnu, oltre a sentieri panoramici che collegano il borgo alla costa e all’entroterra. Castelsardo è inoltre celebre per eventi tradizionali di forte valore simbolico, tra cui i riti della Settimana Santa, tra i più intensi e partecipati della Sardegna.

In questo contesto ricco di storia e tradizioni, la tutela della biodiversità agricola assume un ruolo fondamentale. A Castelsardo opera Tirotto Mario, Agricoltore Custode del Fagiolo Gioghedda di Castelsardo, una varietà tradizionale profondamente legata al territorio. Grazie al suo impegno, questo prezioso patrimonio agricolo continua a essere preservato e valorizzato, contribuendo a mantenere viva l’identità rurale e culturale del borgo.

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